Per l’ultima giornata del festival Irruzione Pubblica va in scena “Conferenza” del gruppo Reggimento Carri, di e con Roberto Corradino.
Atto IV, scena I, Riccardo II di William Shakespeare. La scena si apre o meglio non si apre, è l’attore che accoglie il pubblico instaurando subito un certo patto narrativo, presentando il personaggio, scusandolo preventivamente per il suo comportamento, per cosa succederà e raccomandando a tutti di portare pazienza; successivamente stabilisce e assegna al pubblico un ruolo (i Lord o Pari d’Inghilterra) e istituisce una relazione fra le due parti del teatro, rifiutando una zona oscura, scegliendo invece di illuminare nello stesso modo pubblico, attore e personaggio.
L’attesa così generata è soddisfatta dall’arrivo di Riccardo, un personaggio che appare fragile, spaventato, dal passo incerto, e dalla voce profonda. Leggi il seguito di questo post »
Atto VI, scena I, Riccardo II
dicembre 1, 2009Anche il pubblico aspetta qualcosa che non arriva da I’m Teatro
dicembre 1, 2009Nella struttura, o meglio, nell’assenza di struttura, nel titolo, e in alcune frasi che si ripetono, “W4AD Waiting for a dinner” (in scena al Kismet, durante l’ultimo giorno del festival di teatro e arti visive Irruzione Pubblica), evoca consapevolmente la tragicommedia di Beckett, costruita intorno all’attesa di un personaggio che non arriverà mai. E allo stesso modo, le due autrici e attrici (Annamaria Di Pinto e Maria Filograsso) della compagnia tranese I’m teatro, in scena aspettano, personificando l’una l’isteria e l’altra la bulimia di uno stesso personaggio che si sdoppia. Il Godot di turno è un uomo che Amaturia e Acidalia aspettano per cena. Sullo sfondo, vengono proiettate le immagini di una bambina un po’ bambola un po’ donna, che indossa un abito rosso in tulle, un tutù, e delle scarpe con tacco a spillo troppo grandi, e che in culla stringe il suo orsetto di peluche cantandosi una nenia. Questa bambina che non vuole crescere, e che interviene a più riprese come voce fuori campo che chiama sua madre, che le cerca il latte, che ha fame, rappresenta ciò che la protagonista vorrebbe tornare ad essere, e questo desiderio si esprime nel tentativo ripetuto di entrare di nuovo in quell’abito di piccola taglia, che le attrici più volte e sempre invano tentano di calzare. Leggi il seguito di questo post »
Secondo Riccardo
dicembre 1, 2009Atto IV, scena I, 29 novembre, Reggimento Carri al teatro Kismet Opera per la terza ed ultima Irruzione Pubblica. Roberto Corradino scrive e reinventa Riccardo II, eroe fallito del dramma di Shakespeare in evidenti difficoltà emotive che lo portano a rimandare ancora per un poco, fin quando ancora è possibile, la sua deposizione al ruolo di re.
Il ritmo incalza, i silenzi un po imbarazzano, il pubblico crede e teme di essere interpellato. Lo spettacolo è come una danza intorno a un totem, come se ci fossimo vestiti eleganti per una ricorrenza che non c’è. La struttura è praticamente inconsistente e le doti dell’attore sono tali da cogliere fiori da terreni asfaltati, da trarne qualcosa di ricco e complesso da un vuoto centrale che è spesso, ma in questo caso fortunatamente, sterile.
Ma chi è Riccardo? Cosa fa, di cosa ci parla? Di niente. Di tutto, anzi. Ma di niente. Perciò divaga. Come si divaga a scuola quando non si conoscono le risposte ma non ci si vuole arrendere, perché la parola da sola può andare ovunque, può andare dove vuole, può partarci lontano dalla morte. Leggi il seguito di questo post »
Dramma di una bulimica isterica
dicembre 1, 2009“W4AD”. Reportage postorganico di Afrodite in più o meno cinque quadri è andato in scena a chiusura del Festival “Irruzione Pubblica” del Teatro Kismet Opera.
Afrodite, spaccata in due, si interroga sul suo corpo, sull’importanza di essere bella e di essere magra a tutti i costi. I due personaggi di “Waiting for a dinner”, Amaturia e Acidalia, interpretati da Anna di Pinto e Maria Filograsso della compagnia tranese I’m Teatro, danno vita alla doppia personalità di una Afrodite isterica e bulimica. In attesa di un uomo che non arriverà mai, si consuma l’eterna lotta tra la voglia disperata di cibo e l’inguaribile bisogno di bellezza che è uguale a spaventosa magrezza.
L’una in bianco e l’altra in nero mostrano l’ansia di perfezione richiesta, o meglio pretesa dal mondo odierno dove “non puoi mangiare senza sentirti colpevole, dove essere magri è più importante che essere sani”. Leggi il seguito di questo post »
Le parole di chi non rispettiamo più
dicembre 1, 2009Roberto Corradino e la sua compagnia teatrale Reggimento Carri presentano “Conferenza”, tratto dall’atto IV del Riccardo II di Shakespeare. Un tavolo con pochi oggetti – simbolici – e un uomo che aspetta di poter prendere la parola.
All’insaputa del pubblico, questa sarà una conferenza. Ma non di una persona qualunque che abbia qualcosa da dire riguardo un argomento a cui gli spettatori sono interessati. Anzi. Sta per arrivare un re. Ma non un re qualunque, che tiene una conferenza per autocelebrarsi e per inebriarsi al suono degli applausi. Riccardo II, re di Inghilterra è costretto a tenere questa seduta davanti ai lord inglesi, a Westminster, i quali aspettano solo la sua deposizione della corona nelle mani del cugino, duca di Lancaster. Una formalità, in teoria, anche perché il re ha dimostrato di essere un “fallito” e non merita nemmeno il biasimo dell’uditorio. Forse solo la pena. Un uomo fragile, nervoso che si incammina verso il declino cui non può sottrarsi. Leggi il seguito di questo post »
La cena non è servita
dicembre 1, 2009“Waiting for Godot”? No,“Waiting for a dinner”. È lo spettacolo andato in scena il 29 novembre, ultimo giorno della rassegna di Irruzione Pubblica, al Teatro Kismet OperA di Bari. Acidalia e Amaturia, interpretate da Annamaria Di Pinto e Maria Filograsso, sono lo sdoppiamento di una moderna e malata Afrodite, di cui rappresentano la bulimia e l’isteria, aspettando una cena che mai arriverà.
La giovane compagnia pugliese I’m teatro racconta di essere partita da un lavoro di ricerca delle immagini, proponendo la rilettura di una malattia, quale la bulimia, in chiave onirica. Suoni martellanti, luci psichedeliche, bombardamenti d’immagini mediatiche, dialoghi ripetuti e ripetitivi irrompono ciclicamente; il tentativo continuo di rientrare in un body da bambina e una serie di ganci da macellaio sorretti da corde si trasformano nella palestra e nella vetrina dei simboli per cui sacrificarsi in nome della dea Bellezza. Leggi il seguito di questo post »
Tra divagazione e fallimento
dicembre 1, 2009La manifestazione “Irruzione pubblica” non poteva terminare meglio. Difatti, ieri, 29 novembre, a chiusa delle tre giornate, è andata in scena la “Conferenza” di e con Roberto Corradino, spettacolo ideato dalla compagnia teatrale Reggimento Carri. L’esilarante performance, nata sull’atto IV, scena I del Riccardo II di William Shakespeare, ha saputo intrattenere il pubblico con perizia e maestria, legandolo a sé con le corde del sarcasmo e della riflessione.
Un monologo pungente, sviluppato sulla base di un momento assoluto per la vita di un re, ma anche di un attore, che divaga la sua fine sino a che il crollo di nervi non lo cede al fallimento. Il tutto scandito da una capacità recitatitiva scevra da ogni apparente impostazione di mestiere. Uno spettacolo “interattivo”, in grado di coinvolgere l’intera sala, che, tra risa e applausi, si è lasciata ingoiare dal magnetismo dell’opera. Leggi il seguito di questo post »
La cena della bellezza
dicembre 1, 2009“Mi sono svegliata con un incubo negli occhi e una voragine nello stomaco”, questa la frase che riecheggia prepotente nella scena. Al centro del palco, una tavola metamorfica ospita una sedia, vuota. Ai lati, una di fronte all’altra, due donne, Amaturia (Annamaria Di Pinto) e Acidalia (Maria Filograsso), specchio di una comune realtà, non attendono un fantomatico straniero che mai arriverà, ma semplicemente la cena. Amaturia e Acidalia, rispettivamente isteria e bulimia, sono le due facce della stessa mente, la mente di una giovane ragazza che insegue disperatamente il sogno di una perfezione apparente ed evanescente. La scena cambia, diventa un armadio, dove, a ganci da macelleria, sono appesi i feticci della bellezza, in particolare un abito rosso di piccola taglia, il traguardo di un obiettivo raggiunto, l’involucro nel quale entrambe le donne vorrebbero entrare senza difficoltà e un fasciante corpetto che diventa improvvisamente la camicia di forza in cui è costretta Acidalia. Leggi il seguito di questo post »
Questo non è uno spettacolo
dicembre 1, 2009Shakespeare, Riccardo II, Atto IV scena I: si è giunti al punto della storia in cui riunitasi la corte dei Lord inglesi Riccardo deve “rassegnare le sue dimissioni” e deporre la sua corona. Ma il ritornello si ripete, la storia si inceppa perché lui temporeggia.
Del resto, cos’altro potrebbe fare, se al giorno d’oggi è diventato improponibile pensare alla tragedia? Su questo presupposto si muove “Conferenza / nudo in semplice anarchia”, lo spettacolo con cui Roberto Corradino chiude la serata finale di Irruzione Pubblica al Teatro Kismet di Bari.
Tra divagazioni, dilatazioni, esasperazione e sconcerto nelle attese del pubblico, brevi impennate filosofiche puntualmente soffocate dalla parodia e dall’autodissacrazione, l’azione va avanti così con Corradino che ai panni del nevrotico re alterna quelli dell’attore frustrato dalla magra figura di non riuscire a portare avanti lo spettacolo. Leggi il seguito di questo post »
Quando è di scena l’incubo
novembre 29, 2009Sono tre i protagonisti di “Limite“, spettacolo della Compagnia Vincenzo Schino, andato in scena ieri 28 novembre al Teatro Kismet OperA, durante il festival di teatro e arti visive “Irruzione Pubblica”. Ognuno di loro porta una maschera: personaggi senza tempo, privi di sembianze, espressione e identità danno luogo ad uno spettacolo “agito” (tutto quello che vediamo sono i loro movimenti, lenti e ripetitivi), privo di dialogo. Le luci sono soffuse e le musiche forti, praticamente dei rumori. La scena scarna è costituita da un cancello, lo scheletro di un letto, un dipinto sullo sfondo. L’atmosfera è onirica, senza luogo e senza tempo, che del sogno conserva tutta la difficoltà d’interpretazione razionale. Un sogno senza un filo logico preciso, che presenta immagini angoscianti di animali che lottano per la sopravvivenza, di uomini irreali dai gesti meccanici. Gli attori, Marta Bichisao, Riccardo Capozza, Gaetano Liberti, sembrano dei ballerini, che si muovono nello spazio con un’armonia surreale. Leggi il seguito di questo post »
Pubblicato da irruzionepubblica