Anche il pubblico aspetta qualcosa che non arriva da I’m Teatro

Nella struttura, o meglio, nell’assenza di struttura, nel titolo, e in alcune frasi che si ripetono, “W4AD Waiting for a dinner” (in scena al Kismet, durante l’ultimo giorno del festival di teatro e arti visive Irruzione Pubblica), evoca consapevolmente la tragicommedia di Beckett, costruita intorno all’attesa di un personaggio che non arriverà mai. E allo stesso modo, le due autrici e attrici (Annamaria Di Pinto e Maria Filograsso) della compagnia tranese I’m teatro, in scena aspettano, personificando l’una l’isteria e l’altra la bulimia di uno stesso personaggio che si sdoppia. Il Godot di turno è un uomo che Amaturia e Acidalia aspettano per cena. Sullo sfondo, vengono proiettate le immagini di una bambina un po’ bambola un po’ donna, che indossa un abito rosso in tulle, un tutù, e delle scarpe con tacco a spillo troppo grandi, e che in culla stringe il suo orsetto di peluche cantandosi una nenia. Questa bambina che non vuole crescere, e che interviene a più riprese come voce fuori campo che chiama sua madre, che le cerca il latte, che ha fame, rappresenta ciò che la protagonista vorrebbe tornare ad essere, e questo desiderio si esprime nel tentativo ripetuto di entrare di nuovo in quell’abito di piccola taglia, che le attrici più volte e sempre invano tentano di calzare.
Al centro della scena un parallelepipedo che diventa, a seconda dei casi, tavola imbandita con due calici oversize, wc dove espiare gli eccessi alimentari notturni, baule che conserva dei feticci, bilancia dove misurare un indice di massa corporea mai sufficientemente basso. E per provare a rimediare: attività fisica smodata, anfetamine, lassativi, top-ten di regole sballate che ricordano le diete propinate da certe riviste femminili, il tutto intervallato da una musica tecno-house che rimanda alla dimensione di una lezione di aerobica per bruciare le calorie.

L’apparato scenico, le scelte musicali, la voce fuori campo, la dinamica delle attrici che corrono, si alzano, si siedono, quasi danzano specchiandosi l’una nell’altra una coreografia fatta di gesti di autodisprezzo, di sensi di colpa, di disperazione e di disgusto, convincono più delle scelte dialogiche e della drammaturgia. Vero è che nelle intenzioni dichiarate di I’m teatro c’è la volontà di svuotare di senso gli argomenti tipici su cui si fonda l’idea moderna di bellezza, ma la scelta di farlo con dialoghi che si ripetono in maniera disordinata, e che lanciano spunti poi non adeguatamente sviscerati, rende meno incisiva la performance, che invece, visivamente, raggiunge in maniera più diretta lo scopo di rappresentare il delirio di una personalità che si sdoppia e si ricompone, nel corso di uno spettacolo-incubo. Anche la figura della madre, al centro di un monologo di Amaturia, ha sicuramente una funzione scatenante nella malattia della protagonista, ma il suo ruolo viene approfondito poco, e con poco spessore.
Si ha l’impressione quindi, che una serie di idee sceniche felici e ben riuscite, patiscano il peso di altre scelte strutturali disarticolate e meno adeguate, e la risultante è uno spettacolo lodevole per alcuni spunti, ma in definitiva poco efficace.

[Sara Tetro]

4 risposte a Anche il pubblico aspetta qualcosa che non arriva da I’m Teatro

  1. FRANCESCO scrive:

    Salve,ho letto con attenzione il commento dello spettacolo W4AD che ho avuto la fortuna(e lo sottolineo perche’ premetto credo sia stata una delle cose migliori viste su un palco o su uno schermo nel corso di questo 2009,in considerazione anche dei budget e dell’esperienza dei ben piu’ quotati colleghi)di vedere alla sua prima al festival castel dei mondi di andria oltre che al Kismet.Mi ritengo d’accordo su gran parte della linea descrittiva della performance(ed e’ soprattutto una messinscena performativa).Se permette aggiungo che lo spettacolo ha saputo offrire una chiave di lettura sul concetto(perso,forse rimosso,forse violentato) di innocenza che ho trovato di grande impatto e non solo visivo o scenografico.Il disordine di cui parla e’ probabilmente anche voluto o cercato delineando un parallelismo col disordine non solo alimentare o quello di una tempesta d’immagini e d’imposizioni commerciali sul lifestyle delle due protagoniste;ritengo che il disordine a cui lei fa accenno sia assolutamente funzionale ad un vero e proprio smarrimento che deriva simbologicamente dall’aver perso(e averne terribilmente preso coscienza) contatto col seno materno,con una fonte naturale di cibo(corporale,mentale e spirituale)e l’essere entrati in contatto con la corruzione del vivere quotidiano.Un Eden perso e inevitabilmente irrecuperabile.Dunque la figura della madre(e parliamo cmq di uno spettacolo di 50 minuti scarsi) aleggia,secondo la mia visione ci mancherebbe,per tutta la durata della performance senza dover essere gioco forza ostentata.Spero che il mio,ritengo rispettoso,commento possa condurla anche ad un piccolo confronto su una proposta teatrale che merita innanzitutto il rispetto di chi la ospita ed in generale un’attenzione per uno spettacolo che ho trovato di livello.Grazie per la paziente lettura.

  2. I'M Teatro scrive:

    ragazzi, take it easy…take my time….

    arriverà, quel qualcosa arriverà….. :)

    I’M Teatro:IndipendenteMente.

  3. Sara Tetro scrive:

    Sicuramente lo spettacolo merita rispetto e anch’io vi ho trovato elementi decisamente positivi, e chiavi di lettura interessanti. Ciò non toglie che avevo il dovere e l’obbligo di evidenziare ciò che per me non ha funzionato, essendo uscita dalla sala con una sensazione di incompletezza o insoddisfazione, sulla quale poi mi sono interrogata a posteriori, quando ho scritto la recensione.
    Mi auguro di avere l’occasione di rivedere lo spettacolo, e di trovarvi ‘quel qualcosa’ che arriverà.
    Un saluto a tutti.

  4. sofia sguera scrive:

    ….scusa ma è proprio nella sensazione di incompletezza e di senso dell’attesa che è fondata la struttura portante di quello spettacolo….è il cane che si morde la coda.secondo me non hai kolto questo aspetto fondamentale….e se sei uscita con quella sensazione come me è perchè HA FUNZIONATO!bellissimo il cesso metamorfico alla kronemberg!

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